Scuole

Portare FIRST Tech Challenge in classe

Perché a scuola

FIRST Tech Challenge consente di portare in aula un’esperienza di apprendimento pratico con lo spirito della didattica laboratoriale promossa dalle Linee guida per le discipline STEM (DM 184/2023), aggiungendo alcuni ingredienti speciali: una sfida appassionante, obiettivi condivisi e la motivazione di una competizione.

In un team, gli studenti si confrontano con una sfida concreta: progettare e costruire un robot capace di svolgere determinati compiti entro un tempo stabilito. Per riuscirci devono mettere in gioco competenze diverse e imparare a lavorare insieme. C’è spazio per chi ama progettare, programmare e costruire, ma anche per chi si occupa di comunicazione, cerca sponsor, racconta i risultati e documenta il percorso della squadra. Ognuno può svolgere il proprio ruolo e contribuire al successo del gruppo.

Il ruolo dell’insegnante non è quello di avere tutte le risposte. Il docente è chiamato ad accompagnare gli alunni, incoraggiarli a sperimentare e aiutarli a crescere insieme. Quindi, non serve essere esperti di robotica per iniziare!

Un team italiano con i suoi docenti e il robot

Un percorso di eccellenza

A partire dall’anno scolastico 2026/27, FIRST Tech Challenge Italy entra nel programma nazionale di valorizzazione delle eccellenze del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

L’Albo nazionale delle Eccellenze, gestito da INDIRE, raccoglie gli alunni che si distinguono per i risultati raggiunti nel proprio percorso scolastico e nelle competizioni nazionali e internazionali riconosciute dal Ministero. Essere parte di questo programma significa che i risultati ottenuti dagli studenti nelle competizioni riconosciute possono assumere un valore anche a livello istituzionale. Non è soltanto una vittoria da festeggiare: è un traguardo che può essere riconosciuto e valorizzato nel percorso formativo delle ragazze e dei ragazzi.

Gli alunni che si distinguono in FIRST Tech Challenge possono accedere a forme di premiazione e incentivi previsti dal programma nazionale, che possono includere riconoscimenti economici, opportunità formative e altre esperienze di crescita. I risultati degli studenti premiati vengono inoltre registrati nell’Albo nazionale delle Eccellenze.

Per le scuole, questo rappresenta un’opportunità in più per valorizzare il lavoro svolto dagli alunni e dare visibilità alle competenze sviluppate attraverso FIRST Tech Challenge: dalla progettazione alla programmazione, dal problem solving alla collaborazione, fino alla capacità di comunicare e gestire un progetto.

Formazione Scuola-Lavoro

L’Associazione Artù può attivare percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO) per gli studenti delle scuole superiori che sono membri di team o youth mentor. Per maggiori dettagli, scrivici!

Come portarlo a scuola?

Non esiste un solo modo per portare FIRST Tech Challenge nella propria scuola. Ogni istituto ha le sue esigenze, i suoi spazi, i suoi tempi e le proprie risorse. Per questo ci sono diversi modi per iniziare: l’importante è trovare quello più adatto alla propria realtà.

Come attività extracurricolare

Una squadra di studenti che si incontri al di fuori dell’orario curricolare è un modo molto diffuso di partecipare a FIRST Tech Challenge, con declinazioni che variano in base al contesto: dal percorso di eccellenza a quello contro l’abbandono scolastico. Il progetto può essere quindi un laboratorio pomeridiano, inserito nel PTOF, e può prevedere la collaborazione di tutta la comunità scolastica: oltre ai docenti e agli alunni, i tecnici, i collaboratori scolastici e i genitori.

Le Linee guida per l’orientamento (DM 328/2022) prevedono almeno 30 ore annuali dedicate all’orientamento nella scuola secondaria di primo grado e nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado. FIRST Tech Challenge si inserisce naturalmente in questo percorso: gli studenti possono esplorare il mondo della tecnologia, conoscere meglio le proprie capacità e scoprire nuovi interessi, divertendosi a costruire qualcosa insieme.

Come progetto curricolare

FIRST Tech Challenge può diventare parte integrante delle attività didattiche. Le sfide della competizione offrono occasioni concrete per mettere in pratica matematica, informatica, tecnologia, scienze. Ma una squadra ha bisogno anche di comunicazione, organizzazione, grafica, documentazione, ricerca di sponsor e gestione del progetto. Il lavoro con la squadra può essere anche un’importante occasione di sviluppo di competenze trasversali durante le lezioni, attraverso progetti interdisciplinari, attività di laboratorio o percorsi di apprendimento basati sul problem solving.

Negli istituti che prevedono percorsi di meccanica o di meccatronica, FIRST Tech Challenge può diventare anche un progetto che accompagna una classe per un intero anno scolastico. Si possono in questo caso formare diverse squadre da iscrivere al campionato, per fare lavorare la classe suddivisa in gruppi.

Come collaborazione con il territorio

Se non hai abbastanza alunni, docenti o attrezzature per creare un team da solo, puoi collaborare con un altro istituto, un’università, un’associazione, un fablab o un’impresa del territorio. La robotica è un ottimo terreno per costruire relazioni tra scuola, formazione e mondo del lavoro. Una squadra è spesso il punto di partenza per una rete di collaborazione più ampia oppure, a volte, un’occasione per far ripartire una rete già esistente.

Un team lavora al robot nei Pit

Informazioni pratiche

Se vuoi sapere quali sono i passi da seguire per iscrivere un team, visita le pagine dedicate!

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Candidature dal 26 ottobre al 15 novembre 2026: kit concessi in uso a scuole e nuovi team, che dopo tre stagioni, rispettati gli impegni del bando, diventano di loro proprietà. Grazie al sostegno di BDR Thermea Foundation.